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Jul 17, 2025 11:30:35 AM

Immersione in Cenote... Posso farle?



 Considerando che ognuno di noi è unico e ha una propria prospettiva sulle cose, questo blog rappresenta semplicemente il mio punto di vista basato sulla mia esperienza personale. Non ho certo la pretesa di insegnare nulla a nessuno con queste righe, ma se l’argomento ti incuriosisce, potresti trovare qualche spunto interessante e, se ti va, puoi scrivermi a [email protected] per condividere anche il tuo punto di vista su questo o altri temi (credo sia sempre utile confrontarsi in modo costruttivo per crescere insieme). 

 Le immersioni occupano attualmente una parte significativa della mia vita: sono presenti nella mia quotidianità e costituiscono il mio lavoro principale; la maggior parte dei miei amici sono istruttori tecnici di grotta, attivi con varie didattiche, per cui spesso i nostri discorsi ruotano attorno al mondo subacqueo. La subacquea, fortunatamente, non è un’attività per tutti, ed è un dato di fatto: a molti non piace, non interessa o semplicemente preferiscono altri passatempi. Per fortuna, aggiungo io: immaginiamo un attimo cosa sarebbe portare il caos e la confusione della superficie in quell’oasi di tranquillità e silenzio che sperimentiamo immergendoci nelle profondità marine o, ancora di più, nelle grotte sommerse.


Se la subacquea non è per tutti, le immersioni in Cenote o sotto tetto, ancora meno persone le affrontano, ed è, secondo me, un bene. Avere il privilegio di esplorare e attraversare grotte sommerse, provare la sensazione di fluttuare letteralmente nelle acque trasparenti tipiche dei cenote della Riviera Maya, avventurarsi nella giungla dello Yucatán per scoprire luoghi unici al mondo… è un sogno.


Un sogno realizzabile da chiunque: per vivere questo tipo di esperienza e, prima di convincersi del contrario, basta avere un brevetto Open Water; già con questa certificazione, accompagnati da una guida, è possibile visitare un mondo straordinario nascosto sotto i nostri piedi, a pochi metri di profondità dove le acque scorrono lente e tranquille sotto la terra. Naturalmente è fondamentale rispettare alcune regole di sicurezza e, soprattutto, comprendere l’ambiente che stiamo andando a esplorare. Non tutte le immersioni nei cenote richiedono grandi sforzi, ore di penetrazione, tre o quattro bombole o passaggi restrittivi come si vede in certi video online.
Facciamo quindi chiarezza partendo da alcune informazioni di base sui principali tipi di immersione nei cenote.


 

La prima distinzione fondamentale è tra immersioni in Caverna e immersioni in Grotta. La Caverna si identifica come quella parte del cenote con caratteristiche precise: massimo 60 metri dall’ingresso, uscita sempre visibile anche nel buio, una linea guida (il famoso “filo di Arianna”) che indica il percorso sott’acqua, presenza di una guida certificata cave diver almeno Dive Master, e totale assenza di passaggi restrittivi, quindi sempre possibile nuotare affiancati al proprio compagno in caso di emergenza. Perché sottolineo “in caso di emergenza”? Perché, a meno che non serva condividere il gas (aria o nitrox) con il compagno, si può tranquillamente procedere in fila indiana a distanza di un paio di metri.


E se soffro di claustrofobia?


Se puoi salire in ascensore, non hai motivo di privarti di quest’esperienza: le zone di grotta visitate durante le immersioni guidate nei cenote (area caverna) sono ampie, si può sempre passare in due senza restrizioni, non ci sono cunicoli da attraversare né serve togliersi l’attrezzatura come si vede su YouTube.
Le vere precauzioni, entrando in un ambiente così diverso e fragile, sono ascoltare attentamente i consigli e le informazioni della guida (che senz’altro ha più esperienza di te in quel luogo), non distrarti troppo con fotocamere o action cam, perché la meraviglia è tutta intorno a te. Mantieni il controllo dell’assetto, evita di toccare qualsiasi cosa, rispetta la fragilità dell’ambiente; e soprattutto… divertiti!

Poi c’è la Grotta: quella parte del cenote dove la luce del sole non arriva e dove è indispensabile una certificazione specifica, oltre alla capacità e, se serve, l’umiltà di valutare la propria preparazione senza strafare. Non c’è spazio per performance rischiose da filmare e condividere sui social: rispetta i tuoi limiti, ascolta la guida che può darti suggerimenti fondamentali per affrontare le varie immersioni in sicurezza e serenità.


Le immersioni sono uno sport meraviglioso, soprattutto se si affrontano con responsabilità: evita di esagerare, rispetta chi è con te, l’ambiente che visiti e, più di tutto, te stesso. Non farti prendere dalla voglia di foto e video da mostrare: piuttosto, vivi appieno l’esperienza!

In definitiva, sì: se lo desideri… puoi farlo! Basta affidarsi a professionisti appassionati e qualificati che sapranno accompagnarti, offrendoti appoggio e sicurezza per vivere al meglio questa splendida avventura.



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